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Itinerari Consigliati - Lungomare Hotel Reggio Calabria

Itinerari consigliati - Fonte: turismo.reggiocal.it

Religiosi - Cultura, Arte

Un percorso alla scoperta della Reggio Calabria mistica, la cui storia è permeata di spiritualità e religione, per ammirare luoghi sacri, chiese, monasteri e un autentico scrigno di ricchezze sparse in ogni angolo, via e piazza della città.

Informazioni utili

Partenza e arrivo:
Lungomare Falcomatà/Corso Matteotti.
Con i mezzi pubblici:
- Partenza Aeroporto Tito Minniti: è possibile usufruire del servizio taxi disponibile all’uscita dell’aerostazione, o servirsi degli autobus della linea urbana ATAM, disponibili al parcheggio dell’aeroporto e diretti in centro città. La fermata è in via Del Torrione, in prossimità del tapis-roulant. Il costo del biglietto urbano è di 0,80 € e la durata di 90 minuti.
- Partenza Stazione Ferroviaria: sulla piazza Garibaldi, antistante la stazione centrale, sono presenti i capolinea di numerose linee urbane di autobus. In alternativa, il tapis-roulant è raggiungibile col servizio taxi reperibile di fronte l’uscita della stazione, o anche a piedi, con una breve passeggiata.
- Partenza Porto: dal porto è possibile usufruire degli autobus della linea urbana diretti in centro città. La fermata, in corrispondenza del tapis-roulant, è in Corso Matteotti ed è raggiungibile anche a piedi, con una breve passeggiata.
Con i mezzi privati:
 - Il Lungomare di Reggio è percorribile liberamente con mezzi privati. La sosta è a pagamento nei giorni feriali con costo di 0,50 € per un’ora; 2,00 € per quattro ore e 4,00 € per l’intera giornata.
Tapis-roulant:
- Dal Lungomare è possibile salire sul Corso Garibaldi e accedere alla parte alta della città a piedi o usufruendo del tapis-roulant. La corsa del tapis-roulant parte dalla via Giudecca, angolo Corso Matteotti, e termina in Via Reggio Campi, inizio del percorso religioso.

Mattina

Chiesa del Sacro Cuore e Convento della Visitazione
Il viaggio alla scoperta dei luoghi sacri della città ha inizio sulla via Reggio Campi, dove, al termine della corsa del tapis-roulant, si può subito ammirare la Chiesa del Sacro Cuore con l’annesso Convento della Visitazione che ha ospitato l’ordine delle Suore di Clausura. Muovendosi sulla destra si incontrano le antiche “Tre Fontane”, luogo ricercato dai reggini che vi si fermano per ammirare il panorama dello Stretto, dalla caratteristica prospettiva di Via Giulia, una delle c.d. ‘Strade cannocchiale’ che, dal cuore della città alta, giungono sino ai palmizi del lungomare. Sulla sinistra dell’attigua Via Giudecca si staglia Villa Nesci, interessante esempio d’architettura stile tardo liberty.

Monastero e Chiesa di San Domenico
Proseguendo sulla Via Reggio Campi, dopo circa 200 metri, si trovano il Monastero e la Chiesa di San Domenico, ricostruita dopo il tragico terremoto del 1908 che ha raso al suolo l’intera città. A navata unica, ospita un’interessante tela di un ignoto napoletano del sec. XVII, un bassorilievo e le vetrate dell’artista mammolese Nik Spatari. Dal sagrato della Chiesa si può ammirare un ampio panorama dello Stretto di Messina. Risalendo lungo la Via Reggio Campi si giunge ad un incrocio con la Via Vecchia Cimitero. Percorrendo circa 150 metri si arriva alla Chiesa della Madonna dei Poveri al Trabocchetto, ritenuta l’edificio cristiano più antico della città, comunemente conosciuta come la Chiesa di Pepe, dal nome di colui che la restaurò dopo il crollo causato dal terremoto del 1783 e il conseguente abbandono. Al suo interno è possibile ammirare una tela ad olio settecentesca raffigurante la Madonna dei Poveri e due antiche finestre adeguate ad altari. Sono presenti, inoltre, diversi elementi interessanti tra cui dei graffiti che raffigurano un nome greco, disegni e simboli apotropaici.

Chiesa di San Paolo e Parco della Rotonda
Tornando sulla Via Reggio Campi e proseguendo per circa 300 metri si giunge alla Chiesa di San Paolo, che si presenta con una facciata dallo stile neoclassico d’ispirazione romanica. Sul sagrato si trova la statua del Santo, mentre i tre portali, oltre a rappresentarne la vita, raffigurano una serie di scene bibliche sui temi del bene e del male. L’interno è ricco di mosaici e di opere d’arte dei secoli XVII e XVIII. Adiacente alla chiesa si trova il Piccolo Museo San Paolo che custodisce un’ampia raccolta di icone, oggetti, arredi sacri e una pinacoteca. Nato grazie alla passione e all’impegno del parroco di S. Paolo, Mons. Francesco Gangemi, il museo è aperto al pubblico il mercoledì e il sabato dalle ore 9:30 alle 12:30 e l’ingresso è gratuito.
Procedendo nel cammino alla scoperta delle bellezze reggine, da non perdere la Rotonda che offre un belvedere sulla città e sul mare.
Sottostante la Piazza della Rotonda, si trova l’omonimo Parco, che si estende su una superficie di diversi ettari dal belvedere di S. Paolo sino al quartiere di Sant’Anna. Dalle eleganti soluzioni architettoniche, il complesso conta un bell’anfiteatro, vasche e giochi d’acqua, ambienti coperti e gallerie realizzate con efficaci gazebo, offrendo ai visitatori un’oasi di verde nel bel mezzo della città.

Santuario del Volto Santo
Partendo dal Parco della Rotonda e camminando per circa 400 metri verso monte si imbocca la via Andiloro sulla quale si erge il Santuario del Volto Santo che custodisce la tomba di San Gaetano Catanoso (1879-1963), fondatore della congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo e dell’annesso convento.
Nel luogo sacro è possibile visitare, inoltre, la camera da letto e lo studio contenente scritti e oggetti personali del santo reggino.

Pomeriggio

La cattedrale
Dopo un lauto pranzo a base di piatti tradizionali, presso uno dei rinomati ristoranti tipici della città, l’itinerario riprende con l’imperdibile visita alla Cattedrale. Accessibile (dalle ore 7.00 alle 12.00 e dalle 15.45 alle ore 19.00- Ora legale: 16.00/20.00) sia dalla adiacente Piazza Duomo che dalla laterale via Crocefisso, la Basilica reggina presenta un’architettura decisamente consona alla natura mediterranea e solare della città, sia per le forme che per il colore, avvicinabile allo stile neo romanico nella facciata e gotico negli interni. Le origini della Cattedrale, considerata la più ampia della Calabria, si fanno risalire alla fondazione della Chiesa da parte di San Paolo, che sostò a Reggio durante il viaggio che in catene lo portava a Roma nel 56 d.C., in occasione del quale convertì la popolazione al cristianesimo.
Sulla scalinata antistante la facciata del Duomo si trovano le monumentali statue di S. Paolo e S. Stefano da Nicea, opere dello scultore Francesco Jerace. L’interno, a tre navate, custodisce elementi di una certa rilevanza, tra i quali spicca la Cappella del Sacramento, realizzata nel 1539 per volontà dell’arcivescovo Agostino Gonzaga, uno dei pochi esempi di arte barocca nella Calabria meridionale. Tutta rivestita in marmi intarsiati, detti ‘mischi’, sulla parete absidale ospita un altare monumentale in marmo policromo circondato da colonne di pregiato porfido nero, mentre nella parte alta dell’abside è collocato il quadro secentesco (1665) del pittore Domenico Marolì di Messina, raffigurante il Sacrificio di Melchisedech. È presente, inoltre, il pergamo monumentale, originale creazione architettonica di Francesco Jerace fatta erigere dal cardinale Gennaro Portanova, scampata al terremoto del 1908. All’interno del Duomo sono custoditi, inoltre, sepolcri seicenteschi e i resti della colonna di San Paolo, testimonianza della prodigiosa conversione dei reggini.

Chiesa degli Ottimati
Uscendo dal Duomo dalla porta laterale che dà su Via Crocefisso e svoltando a sinistra sulla Via Cimino, dopo 200 metri si giunge alla Chiesa degli Ottimati (o di Santa Maria Annunziata). Un vero e proprio gioiello architettonico, di origine bizantina, retto dalla comunità dei Gesuiti e aperto al pubblico dalle ore 7:30 alle 11:30 e dalle ore 17:30 alle ore 20:15. Di particolare valore artistico è la pala dell’altare che rappresenta l’Annunciazione, opera giovanile di Agostino Ciampelli. Il pavimento a mosaico proviene in parte dalla basilica normanna di Terreti. Nel tempio sono custoditi, inoltre, gli stemmi in marmo degli Altavilla e dei Borboni, nonché quelli delle nobili famiglie reggine Filocamo e Griso. In prossimità della Chiesa degli Ottimati si trova il Castello Aragonese, sede di mostre d’arte e di pittura, circondato dall’omonima piazza attrezzata con panchine e vialetti. Scendendo dalla via Castello e proseguendo lungo la via Bernardino Telesio si arriva, dalla scalinata di Piazza Camagna, sul Corso Garibaldi, arteria commerciale della città, dove è possibile anche assaporare i gustosi gelati, le granite e le altre specialità dolciarie reggine. Sul Corso, inoltre, si trovano molte delle antiche vestigia cittadine (Palazzo Foti, Palazzo San Giorgio, Palazzo della Prefettura), il Teatro Comunale Francesco Cilea e la Pinacoteca Civica, luogo deputato all'eccellenza che, attraverso l’esposizione di veri e propri tesori, rende merito ad un prestigioso patrimonio artistico finora trascurato.

Chiesa di San Giorgio al Corso e Statua dell’Angelo Tutelare
Proseguendo lungo il cammino sul Corso Garibaldi, dopo circa 100 metri, si incontra la Chiesa di San Giorgio al Corso dedicata al patrono della città. La prima chiesa dedicata al Santo fu distrutta durante il terremoto del 1908. Ricostruito nell’area del vecchio orfanotrofio su progetto dell’architetto Camillo Autore, l’edificio fu inaugurato il 26 maggio 1935 da Monsignor Pujia, alla presenza dei Principi di Savoia. Fu denominato anche Tempio della Vittoria, su iniziativa del parroco Demetrio Moscato, futuro arcivescovo di Salerno, il quale propose di onorare con la nuova chiesa la memoria dei caduti della Prima guerra mondiale. L’edificio si presenta con una facciata classicheggiante dove domina un portale monumentale sovrastato da una vetrata nella quale è raffigurata l’immagine di San Giorgio che uccide il drago. Sul portale si possono ammirare bassorilievi raffiguranti momenti della prima guerra mondiale e i nomi delle località ove si combatterono le battaglie più importanti (Monte Negro, Carso, Bligny, Montello, Isonzo, Bainsizza, Monte Grappa, Piave). La pianta della chiesa è a croce latina ad una sola navata fiancheggiata da cappelle e nella parte centrale si erge la maestosa cupola alta 32 metri. Il soffitto è coperto con volta a botte. L’abside, decorata con mosaici, accoglie in alto la figura di Cristo seduto tra sei angeli e in basso la figura di San Giorgio tra i quattro evangelisti.
Nella piazza antistante l’ingresso è visibile la Statua dell’Angelo Tutelare, opera seicentesca di importante valore artistico, simboleggiante un guerriero con in mano uno scudo raffigurante l’effigie di San Giorgio. All’interno del cortile, in corrispondenza dell’abside, sono stati rinvenuti reperti della Chiesa Abbaziale di San Giovanni d’Acoliva, pertinente all’omonimo convento femminile dell’ordine Benedettino sorto nel XII secolo.

Chiesa Cattolica di San Giuseppe
Uscendo dal Tempio della Vittoria, superando il tapis-roulant e procedendo per circa 100 metri, si giunge alla Chiesa Cattolica di San Giuseppe dove si conclude l’itinerario religioso.
L’edificio, progettato da R. Pedace in stile gotico-italiano, già esistente nel 1598, venne raso al suolo due volte dal terremoto del 1783 e del 1908. Del vecchio edificio si conserva una pala d’altare, custodita presso le Salesiane, raffigurante la Madonna della Vittoria e la città di Reggio Calabria. All’interno della chiesa si trovano una tela di S. Filippo Neri e due quadri della Madonna Assunta.

Shopping - Cultura, Arte

Un percorso per le vie dello shopping, lungo il Corso Garibaldi e le strade che lo intersecano a scacchiera. Una vera e propria passerella, al centro della movimentata vita cittadina, dove sfilano gli atelier d’alta moda, le botteghe artigianali e i negozi di souvenir, ma anche antiche vestigia storiche, pasticcerie e gelaterie dove gustare le specialità reggine.

Informazione utili

Partenza e arrivo:
Piazza De Nava/Piazza Garibaldi.
Con i mezzi pubblici:
- Partenza Aeroporto Tito Minniti: è possibile usufruire del servizio taxi disponibile all’uscita dell’aerostazione, o servirsi degli autobus della linea urbana ATAM, disponibili al parcheggio dell’aeroporto e diretti in centro città. Il costo del biglietto urbano è di 0,80 € e la durata di 90 minuti. La fermata è proprio accanto al Museo, sulla piazza De Nava, inizio del tour.
- Partenza Stazione Ferroviaria: sulla piazza Garibaldi, antistante la stazione centrale, sono presenti i capolinea di numerose linee urbane di autobus. In alternativa, Piazza De Nava è raggiungibile con una fermata di treno (Stazione Centrale-Stazione Lido), proseguendo poi a piedi lungo il breve tratto di via D. Romeo, o col servizio taxi reperibile di fronte l’uscita della stazione.
- Partenza Porto: dal porto è possibile usufruire degli autobus della linea urbana diretti in centro città. La fermata è in corrispondenza del Museo, ma la piazza è facilmente raggiungibile anche a piedi con una breve passeggiata.
Con i mezzi privati:
 - E' possibile raggiungere il centro storico con mezzi privati, usufruendo dei parcheggi disponibili nell’area del Lungomare, del Lido Comunale, o delle vie parallele, e proseguendo a piedi sino al Corso Garibaldi, che è isola pedonale. La sosta è a pagamento nei giorni feriali con costo di 0,50 € per un’ora; 2,00 € per quattro ore e 4,00 € per l’intera giornata.

Mattina

Piazza De Nava e Museo Nazionale della Magna Grecia
Il tour alla scoperta dell’anima commerciale della città di Reggio ha inizio da Piazza De Nava, sulla quale sorge l’omonima statua marmorea del reggino Giuseppe De Nava, giurista, ministro del Regno d’Italia negli anni 1916-21 ed accanito difensore dei diritti della sua gente. Tra il basamento e la statua, opera di F. Jerace (1936), si trovano scolpiti due stemmi, di cui uno rappresentante San Giorgio a cavallo che colpisce il drago. Ai lati, invece, si incastona una monumentale fontana a due bocche. Sulla piazza si affaccia il Museo Nazionale della Magna Grecia, uno dei più importanti musei archeologici d’Italia, ospitato nel Palazzo Piacentini, che custodisce un ingente patrimonio di reperti rinvenuti in oltre cento anni di scavi e ricerche sul territorio regionale, attraverso il quale rivivere la millenaria e gloriosa storia della città. Aperto al pubblico nel 1954, il Museo è un autentico scrigno di tesori che non finisce mai di stupire, accogliendo le innumerevoli testimonianze delle grandi civiltà che il sottosuolo continua a restituire in abbondanza, la cui visita richiede quasi un’intera mattinata.
Oltre ai Bronzi di Riace, i due vigorosi guerrieri recuperati nel mar Jonio, in località Riace, il 16 agosto 1972 che dall’alto dei loro 2.500 anni di vita continuano a rappresentare il fiore all’occhiello del Museo e, probabilmente, il più sensazionale ritrovamento archeologico marino dello scorso secolo, esistono un’infinità di preziosi reperti di notevole importanza storico-artistica, suddivisi nelle diverse sezioni in base al periodo storico.
Preistoria e protostoria, numismatica, archeologia sottomarina: ogni sala è una finestra aperta sul passato, ogni reperto un piccolo gioiello recuperato alla memoria. Tra le testimonianze più interessanti meritano di essere ricordate: il Graffito dell’era paleolitica, raffigurante un bue, ritrovato nella grotta del Romito di Papasidero (CS), i corredi funebri dell’età del bronzo rinvenuti nella località di Calanna, le Pinakes, tavolette votive in terracotta, impreziosite da altorilievi, ritrovate nella ricca area archeologica di Locri Epizephiri; l’imponente Gruppo dei Dioscuri, provenienti dal Santuario di Marasà a Locri, la Testa del Filosofo, magnifico bronzo risalente, probabilmente, al V sec. a.C., ritrovato nella zona di Porticello (RC), e la testa di marmo raffigurante il dio Apollo, rinvenuta nell’antica Krimisa, l’odierna Cirò Marina. Anche la Biblioteca del Museo, con oltre diecimila volumi, il laboratorio fotografico e il laboratorio di restauro, sono una riserva di grandi opere del passato.

Palazzo Corigliano e Teatro Siracusa
Uscendo dal Museo, inizia il tour vero e proprio sul Corso Garibaldi, arteria commerciale e luogo simbolo della socialità cittadina, dove passeggiare, incontrare gente nei bar e nei tipici caffè, ammirare le vetrine e fare shopping, circondati da opere artistiche e storiche di un certo rilievo. Intitolato a Giuseppe Garibaldi nell’agosto 1861, dopo la conquista garibaldina di Reggio Calabria, negli anni successivi l’accrescersi della città determinò dapprima il suo prolungamento, verso Sud, oltre la Villa Comunale, sino alla nuova Stazione ferroviaria e successivamente, verso Nord dal viale Amendola, nonché la sua ricostruzione con canoni architettonici unitari e il ridisegno delle piazze. La recente pedonalità, il rinnovato sistema di arredi, gli eleganti negozi e ritrovi aperti nei piani terreni degli edifici e le vestigia storiche, ne fanno oggi il ‘salotto’ della città.
Camminando da nord a sud lungo il Corso, si incontra, sulla destra, il Palazzo Corigliano. L’edificio, sede di un elegante emporio, subì alla fine degli anni settanta del secolo scorso notevoli danni in seguito ad un incendio, ma un recente restauro l’ha riportato ad essere uno degli esempi degni di nota di architettura stile liberty della città.
Dopo pochi metri, sulla sinistra, si può ammirare il Teatro Siracusa, altro significativo esempio del liberty reggino, ultimato nel 1925 e caratterizzato da un sobrio equilibrio tra struttura, decorazione e forma. L’interno è impreziosito di decorazioni e bassorilievi dello scultore Ezio Roscitano.
Da non perdere uno sguardo alle c.d. ‘strade cannocchiale’ che si intersecano a scacchiera con il Corso Garibaldi, che regalano un piacevole effetto ottico e una splendida vista.
Una pausa pranzo in uno dei numerosi ritrovi e ristoranti presenti lungo il Corso Garibaldi e un po’ di shopping, serviranno a riprendere il fiato prima di proseguire con il tour pomeridiano.

Pomeriggio

Tempio della vittoria e Statua dell’Angelo Tutelare
Il tour riprende, circa 300 metri più a sud, con la Chiesa di San Giorgio al Corso, conosciuta anche come Tempio della Vittoria, in onore dei caduti della prima guerra mondiale. Il precedente luogo di culto dedicato al Santo patrono della città fu distrutto durante il terremoto del 1908 e il nuovo edificio fu inaugurato nel 1935 alla presenza dei Principi di Savoia. L’edificio si presenta con forme semplici ma imponenti ed una facciata classicheggiante dove domina un portale monumentale sovrastato da una vetrata nella quale è raffigurata l’immagine di san Giorgio che uccide il drago, simbolo storico della città di Reggio.
Nella piazza antistante l’ingresso della Chiesa è visibile la Statua dell’Angelo Tutelare. Importante monumento, di grande valore artistico e storico, la statua in marmo bianco, raffigurante San Michele Arcangelo è una delle poche testimonianze della città seicentesca.
Sul lato sinistro della piazza si erge Palazzo Mazzitelli, la cui entrata principale è sul lato opposto sulla via Fata Morgana, edificio in stile liberty caratterizzato dalla presenza di colonne, balconi in ferro battuto ed eleganti decorazioni a rilievo.

Teatro ‘F. Cilea’ e Pinacoteca Civica
Poco più avanti si giunge al maestoso Teatro Comunale ‘Francesco Cilea’, dedicato al massimo compositore calabrese, la cui storia affonda le radici sul finire del secondo decennio del secolo scorso. La struttura, che ebbe l’onore di ospitare artisti del calibro di Maria Callas, si presenta raffinata nell’architettura e negli arredi, con uno stile classico e sobrio, la cui facciata principale è costituita da un corpo centrale sporgente al piano terra al quale si accede attraverso una scalinata centrale e due rampe laterali carrabili. Dal portico si passa all’atrio realizzato su due livelli e caratterizzato da colonne raffinate e rivestimenti in marmo. Il teatro è stato oggetto di un recente restauro che l’ha restituito alla città dopo oltre un decennio.
Dal 2008, alcuni locali dell’edificio ospitano la nuova Pinacoteca Civica che,  attraverso gli innumerevoli tesori esposti, rende merito ad un prestigioso patrimonio artistico finora trascurato. L'adeguamento dei locali e lo studio di spazi espositivi, raffinati ed innovativi, consentono di ammirare opere esclusive di collezioni private custodite per lunghi anni presso il Museo Nazionale ed altre gallerie. La visita alla Pinacoteca significa percorrere un viaggio immaginario nell'arte pittorica meridionale: dalle celebri opere di Antonello da Messina a quelle di Luca Giordano, Lavagna Fieschi, Salfi, Jerace, Rodriguez, Covelli,  fino ai grandi artisti reggini Cannizzaro e Benassai. Nella sezione dedicata al '900 è custodito un pregevole quadro di Renato Guttuso dedicato al pescatori del pescespada. L’orario di apertura è 9:30/12:30 – 16:30/17:30, nei giorni da martedì a domenica. Il costo del biglietto d’ingresso è 4,00 € (intero); 2,00 € (ridotto).

Piazza Italia e i Palazzi
Di fronte al Teatro comunale si trova Palazzo San Giorgio, sede dell’Amministrazione Comunale. L’edificio fu ultimato nel 1921 su progetto dell’architetto palermitano Ernesto Basile, esponente di chiara fama del liberty internazionale, ma l'inaugurazione ufficiale avvenne il 27 aprile 1922 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III. Il manufatto architettonico si presenta a due piani fuori terra con un impianto planimetrico di forma quasi quadrata, suddiviso in due parti collegate da una galleria che si apre su Corso Garibaldi e Via Miraglia. Il primo piano è caratterizzato da locali ricchi di decorazioni in stile liberty (sala dei lampadari, sala del sindaco, sala del Consiglio, ecc.). Il prospetto principale si sviluppa su un basamento sormontato da un’articolazione di finestre con arco a tutto sesto e cornice, a bugnato (piano terra) e architravate (piano primo), nonché stemmi e fregi su cui appoggia un ampio cornicione con balaustra. L’ingresso principale, su Piazza Italia, è inserito al centro dell’asse architettonico, rappresentato da un corpo avanzato simile alla sagoma di una torre, sormontato da un balcone e caratterizzato da un orologio, una campana e motivi ornamentali. All’interno è custodita un’importante collezione di opere di artisti meridionali dell’ottocento e dei primi anni del novecento.
Piazza Italia, precedentemente intitolata a re Vittorio Emanuele, è stata così rinominata dai reggini per la presenza del Monumento all’Italia, in marmo bianco di Carrara, che lo scultore Rocco Larussa realizzò appositamente nel 1868. La piazza fu il centro della città greca e romana, l’antica Agorà, con i templi, le terme, gli edifici, i cui resti sono oggi visibili, attraverso l’area archeologica recintata che si apre sulla pavimentazione, ancora oggi oggetto di scavi per il recupero di quella che è stata definita "una città sotto la città". Oltre a Palazzo San Giorgio, su Piazza Italia si affacciano anche il Palazzo della Provincia e il Palazzo del Governo. Il primo è uno scrigno di tesori progettato da Gaetano Spinelli e Camillo Autore nel 1920. Una splendida scala, impreziosita da un’ara di epoca romana, recentemente restaurata, introduce ai saloni del piano superiore. Si giunge così nell’androne, dove sono conservate alcune opere degli scultori Panetta e Jerace. La Sala del Consiglio possiede una grande pala marmorea con altorilievi di Alessandro Monteleone raffiguranti importanti vicende della storia reggina: il sacrificio dei martiri di Gerace, lo sbarco di Garibaldi, la difesa della città di Reggio. Due grandi mosaici di A. Mori riprendono il miracolo di S. Paolo e la partecipazione dei nobili reggini alle crociate. L’Ufficio del Presidente ospita una grande tela di Giuseppe Benassai intitolata “La raccolta del grano” (1869), mentre, nel soffitto dell’elegante “Salone rosso”, un grande dipinto rappresenta l’allegoria del fenomeno della Fata Morgana, opera dell’artista Galante.  Il Palazzo del Governo, sede della Prefettura, fu il primo palazzo edificato con criteri antisismici a Reggio Calabria, nel 1921 dall’arch. Gino Zani. Perfettamente in sintonia con l’ambiente, con le ampie logge, i giardinetti pensili, i portali in ferro battuto, gli ambienti luminosi e i colori mediterranei, la struttura si articola in due corpi di fabbrica su differenti livelli che seguono l’andamento del terreno. Il prospetto principale è sottolineato dai portoni centrali d’ingresso, in ferro battuto, riccamente decorati e da un’ampia balconata sormontata da una cornice a motivi floreali e geometrici. Una balaustra arricchita da due coppie di statue ne segna l’altezza. Nelle pareti e lungo i prospetti laterali, una serie di aperture ribadiscono i motivi decorativi della parte centrale in forma stilizzata. All’interno vanno segnalati lo scalone d’onore e gli affreschi dei saloni, in particolare “La ricostruzione”, di Andrea Alfano.

Castello Aragonese e Cattedrale
Proseguendo per circa 200 metri, si arriva a Piazza Camagna, dalla quale, percorrendo la scalinata monumentale, si giunge al Castello Aragonese, uno dei simboli della città di Reggio Calabria.
Del grande castello restano solo due torri e la cortina che li collega. I rifacimenti precedenti erano stati ordinati da Ferdinando D’Aragona nel 1458. Di certo si può dire che esisteva già nel sec. XI, ma è probabile che sussistesse sin dal IV-V sec. d.C. Purtroppo, dopo la ricostruzione della città a causa del sisma del 1908, gran parte della fortezza, venne demolita. Oggi, dopo il recente restauro che ha interessato anche la piazza antistante, il castello viene utilizzato come sede di mostre temporanee ed eventi culturali.
In zona, si può visitare anche la Chiesa degli Ottimati, l’unico edificio religioso in stile arabo-normanno della città. È sufficiente varcare la soglia della graziosa chiesetta, per respirare il misticismo delle prime congreghe basiliane giunte da Oriente. La chiesa originaria aveva una pianta quadrangolare, tre absidi orientate nascoste esternamente da un muro rettilineo; le tre navate erano coperte da cinque cupolette secondo un modello bizantino applicato nella regione in edifici tutti databili tra la fine del X secolo e l'XI secolo, tra cui la Cattolica di Stilo. Nell’attuale Chiesa si conservano i mosaici dell’antico edificio ed un dipinto dell’Annunciazione risalente al 1597.
Procedendo lungo la Via Cimino, in direzione sud, si fiancheggia la Cattedrale di Reggio Calabria, il cui ingresso principale si trova nell’omonima piazza. Il tempio presenta un’architettura non rigorosa, ma decisamente consona alla natura mediterranea e quindi solare della città, sia per le forme che per il colore, avvicinabile allo stile neoromanico nella facciata e influenzata dal gotico negli interni. La Cattedrale fu riedificata sulle rovine del precedente Duomo, esistente già nel 1453, distrutto dal terremoto del 1908, ed oggi è la più ampia della Calabria.
Uscendo dal Duomo e attraversando la piazza, si ritorna sul Corso Garibaldi, dove si può fare una piccola pausa tra i prestigiosi negozi, le gelaterie e pasticcerie, prima di avviarsi alla conclusione del tour.

Villa comunale e Piazza Garibaldi
Riprendendo il cammino da Piazza Duomo, a circa duecento metri si giunge alla Villa Comunale ‘Umberto I’, inaugurata nel 1896, ma il cui assetto originario venne modificato dal terremoto del 1908. Qui, la vegetazione mediterranea convive con autentiche rarità provenienti da ogni parte della terra, per questo viene considerato dagli esperti un vero e proprio orto botanico. La Villa è luogo della natura ma anche della memoria. Camminando, infatti, lungo i viali dagli imponenti alberi si trovano i busti di Umberto I di C. Barca (1907); del patriota Antonino Plutino di G. Scerbo (1872) e di altri illustri reggini, quali Paolo Pellicano e Domenico Tripepi. Nello stesso luogo, è visibile anche il Portale neoclassico di Casa Vitrioli (XIX sec.) e una colonna romana alta sei metri realizzata in pietra di Siracusa. La passeggiata volge al termine con Piazza Garibaldi, ultima tappa posta cento metri più a sud. Al centro si erge il grande monumento all’eroe dei due mondi in marmo bianco di Carrara, realizzata nel 1950 a opera di Alessandro Monteleone. La piazza è anche nota per la presenza della Stazione Centrale ferroviaria e per la presenza di apprezzati negozi e locali.
Per ritornare a Piazza De Nava, è possibile usufruire degli autobus urbani oppure fare una passeggiata rilassante lungo lo splendido Lungomare.

Sole e Mare - Cultura, Arte

Il fascino della memoria e del nuovo. Un viaggio sul Lungomare di Reggio Calabria alla scoperta delle bellezze storiche e moderne della città dei Bronzi e della Fata Morgana, immersi in uno dei luoghi più suggestivi al mondo, circondati da alberi secolari, mare cristallino, spiagge bianche e, sullo sfondo la Sicilia e l’Etna, così vicini da poterli quasi toccare.

Informazioni utili

Partenza e arrivo:
Lungomare Falcomatà/Piazza Indipendenza.
Con i mezzi pubblici:
- Partenza Aeroporto Tito Minniti: è possibile usufruire del servizio taxi disponibile all’uscita dell’aerostazione, o servirsi degli autobus della linea urbana ATAM, disponibili al parcheggio dell’aeroporto e diretti in centro città. Il costo del biglietto urbano è di 0,80 € e la durata di 90 minuti. La fermata è accanto al Museo, percorrere l’ultimo brevissimo tratto di via D. Romeo per giungere in Piazza Indipendenza, inizio del tour.
- Partenza Stazione Ferroviaria: sulla piazza Garibaldi, antistante la stazione centrale, sono presenti i capolinea di numerose linee urbane di autobus. In alternativa, Piazza Indipendenza è raggiungibile con una fermata di treno (Stazione Centrale-Stazione Lido) o col servizio taxi reperibile di fronte l’uscita della stazione.
- Partenza Porto: dal porto è possibile usufruire degli autobus della linea urbana diretti in centro città. La fermata è in corrispondenza del Museo, ma la piazza è facilmente raggiungibile anche a piedi con una breve passeggiata.
Con i mezzi privati:
- Il Lungomare di Reggio è percorribile liberamente con mezzi privati. La sosta è a pagamento nei giorni feriali con costo di 0,50 € per un’ora; 2,00 € per quattro ore e 4,00 € per l’intera giornata.

Mattina

Piazza Indipendenza
Il tour ha inizio alle 9:30 in Piazza Indipendenza, nel cuore della città. Posta esattamente di fronte alla Stazione Lido, la piazza, famosa per aver ospitato in passato una vecchia fontana monumentale, durante la stagione estiva, diventa palcoscenico di importanti concerti di artisti di fama nazionale ed internazionale.
Dalla stessa è possibile scorgere, nascosta tra le palme, la prima opera posta sul Lungomare, dedicata ad uno dei figli più illustri di Reggio Calabria, il monumento a "Corrado Alvaro", realizzato da Alessandro Monteleone (1965), consistente del busto dello scrittore e di tre blocchi cubici in marmo, sulle cui facce sono scolpiti frasi e pensieri tratti dalle sue opere più rappresentative.
Incamminandosi sul Lungomare Falcomatà (via Marina bassa), si intravedono gli spazi attrezzati e i filari di palme del Viale Genovese Zerbi. Sulla spiaggia bianca spiccano, come tanti puntini colorati, i rinomati Lidi, dove, durante la stagione estiva è possibile, di giorno, rilassarsi su comode sdraio dopo un bagno rinfrescante, assaporare gustosi cocktail, partecipare a divertenti happy hour o praticare sport nautici, e, di notte, divertirsi alle feste, agli spettacoli e ascoltare musica per tutti i gusti, in uno scenario da favola.
Dopo una breve sosta nelle storiche gelaterie reggine, per degustare le tipiche brioches con gelato artigianale, si riprende il tuffo nella storia cittadina a due passi dal mare.

Tomba ellenistica e Torre Nervi
Proseguendo lungo ‘il più bel chilometro d’Italia’ come lo definì Gabriele D’Annunzio è possibile ricostruire i quasi tremila anni di vita di Reggio Calabria, attraverso le innumerevoli statue e i monumenti, dall’epoca greca all’età contemporanea.
A pochi passi dal monumento a Corrado Alvaro, si giunge, infatti, alla Tomba Ellenistica, parallelepipedo di arenaria appartenente alla necropoli greca del rione Santa Lucia ritrovato durante gli scavi per la fondazione del palazzo del Museo Nazionale.
Camminando oltre, ci si può soffermare davanti alla Stele ad Ibico reggino, una lastra di marmo sulla quale, da un lato, è raffigurata una musa con la lira tra le mani, e dall’altro, è riportato un brano dell’eccelso ‘cantore dell’amore’ come fu definito dal sommo Cicerone, vissuto nella Reggio magnogreca del VI sec. a.C.
Dalla Stele in 2 minuti si giunge in Piazza Rosa dei Venti, dove spicca il monumento piramidale della Meridiana.
Poco più lontano, si arriva alla Torre Nervi, una terrazza panoramica che si staglia dal Lido Comunale Zerbi e che ricorda la vecchia Rotonda sul mare, dalla quale è possibile ammirare la rara bellezza dello Stretto, assistendo alle innumerevoli iniziative artistico-culturali ivi ospitate e, magari, allo spettacolo suggestivo della Fata Morgana, raro fenomeno mitologico durante il quale la costa siciliana sembra vicinissima e si riescono, persino, a distinguere le case e gli abitanti.

Villa Zerbi e Arena dello Stretto
Riprendendo il cammino verso corso Matteotti (via Marina alta) si raggiunge la Stele a Giovanni Pascoli, sulla quale sono riportati i versi con cui il poeta espresse alla città il suo vivo amore: “Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni”.
Qualche metro più avanti, si trova la Statua di Francesco Sofia Alessio, monumento eretto in onore dell’insigne latinista di Taurianova (RC). Essa si compone di una base in marmo con iscrizioni latine e di una colonna sulla cui faccia principale è collocata una scultura in rilievo realizzata da A. Monteleone. Dopo una breve passeggiata si arriva all’affascinante ed eclettica Villa Zerbi, realizzata in sostituzione della precedente villa ottocentesca distrutta dal terremoto del 1908. La nobile dimora, magnifico esempio di stile neogotico veneziano, è oggi un importante contenitore di mostre nazionali ed internazionali, come la Biennale di Venezia.
Proprio di fronte a Villa Zerbi, circondate dalle aiuole e dagli alberi secolari del Lungomare, le tre originali statue della nota artista romana Rabarama contribuiscono ad arricchire il patrimonio culturale della città di Reggio Calabria: Trans-Lettera (bronzo, 2000), Labirintite (bronzo, 2000) e Co-stell-azione (alluminio, 2002).
Giunti circa a metà percorso, tra il mare e la passeggiata Falcomatà, non si può fare a meno di rimanere incantati dall’Arena dello Stretto, anfiteatro greco sullo specchio d’acqua cristallino dello Stretto, culminante con la statua bronzea di Athena Promacos, posta sul Molo di Porto Salvo, luogo dove sbarcò Vittorio Emanuele III toccando per la prima volta il suolo italiano da re. Nella bella stagione, in un tripudio di folla e di colori, l’arena è uno dei luoghi principe degli eventi dell’Estate Reggina.

Mura Greche e Terme Romane
Tornando verso monte sulla Via Marina Alta ci si può soffermare ad ammirare Le Sirene dello Stretto, imponente scultura lignea realizzata dall’artista Ermonde Leone dal tronco residuo di un secolare albero di magnolia.
Quasi a conclusione del lungomare, dopo circa dieci minuti di cammino, ci si immerge, con un tuffo nel passato, all’interno del circuito murario della Reggio antica, a testimonianza della vastità della polis di Rhegion. Il sito archeologico delle Mura Greche, databili al IV sec. a.C. e parte, probabilmente, della rifortificazione operata da Dionisio II che ricostruì la città denominandola Febea (la città del Sole), ripropongono la cinta muraria edificata a doppia cortina con blocchi isodomi di arenaria locale disposti su due file parallele con enklepton (riempimento) di terra e pietrisco, su cui s’innalza il muro in mattoni cotti.
Poco più avanti, dopo una breve sosta al monumento dedicato al latinista Diego Vitrioli, per la cui realizzazione è stata riutilizzata una colonna antica rinvenuta nell’area cittadina, arrivati nel tratto finale del Lungomare, si raggiunge l’area archeologica delle Terme Romane, porzione, ben conservata, degli otto impianti termali presenti in città in epoca romana. Probabilmente di uso privato durante la media età imperiale, le terme dovevano trovarsi all’esterno della cinta muraria, vicino al sacro Apsia (l’attuale Calopinace), dal quale proveniva l’acqua per i bagni. All’interno dei diversi ambienti dell’impianto termale è possibile ammirare pavimenti musivi a piccole tessere bianche e nere, il frigidarium (vasca per le immersioni fredde), il calidarium (vasca per le immersioni calde) e il gymnasion (palestra) per gli esercizi ginnici, con portici e strutture di cui si conservano numerose colonne, in parte riutilizzate in palazzi limitrofi, in parte ritrovate in mare.

Villa Comunale Umberto I e Piazza Garibaldi
Il tour mattutino via mare, sotto il sole splendente in ogni periodo dell’anno, si avvia alla conclusione con l’ingresso gratuito alla Villa comunale Umberto I.
L'area rappresenta uno dei polmoni verdi della città dove crescono specie vegetali rare ed esotiche di notevole valore naturalistico, tale da essere considerata dagli esperti un vero e proprio orto botanico con pregevoli esempi di flora tropicale ed equatoriale. Al suo interno è possibile ammirare anche importanti opere artistiche: come i busti in bronzo e marmo di patrioti eccellenti e il neoclassico Portale di Casa Vitrioli (XIV sec.), una delle ultime vestigia della Reggio antica risparmiate dal terremoto del 1908, realizzata in calcare tenero e pietra di Lazzaro, appartenuto  al palazzo di proprietà dell'insigne latinista reggino. Gli infiniti spazi verdi, caratterizzati da vicoli nascosti e sentieri acciottolati, come il Viale delle Colonne, così chiamato per la presenza dei resti di numerose colonne romane, che attraversa il grande giardino dal portale di Casa Vitrioli sino al Laghetto dei Cigni, conferiscono alla Villa un’atmosfera particolare, quasi surreale. Nel periodo estivo, l’area diviene, inoltre, luogo di manifestazioni culturali, tra le quali spiccano le rassegne cinematografiche e teatrali.
Il Lungomare volge al termine con la Stazione centrale, esempio architettonico di epoca fascista, il cui prospetto principale affaccia su Piazza Garibaldi, ultima tappa del percorso mattutino, così definita per la presenza del monumento in marmo bianco di Carrara dedicato “all’eroe dei due mondi”, opera di A. Monteleone.

Pomeriggio

Corso Garibaldi e Cattedrale
Dopo una gustosa pausa pranzo in uno dei ristoranti tipici del centro, il tour riprende lungo la principale arteria cittadina: il Corso Garibaldi. Ricostruito dopo il terremoto del 1908, il Corso è il centro nevralgico commerciale della città su cui si affacciano i migliori esempi di architettura liberty post-ricostruzione.
A circa 20 minuti di passeggiata dalla Stazione centrale, si raggiunge l’edificio di culto più significativo di Reggio: il Duomo che, ricostruito più volte, ripropone oggi un’architettura romanica e gotica. L’edificio, d’impianto basilicale a tre navate, custodisce all’interno pregevoli opere d’arte, tra cui il pergamo marmoreo e il bassorilievo del volto di Cristo, opere di F. Jerace, nonché l’altare con rilievi bronzei, raffiguranti scene dell’Antico e Nuovo Testamento. Nel transetto è collocato un frammento di colonna legata alla presenza di San Paolo a Reggio, grazie al quale è stata fondata la chiesa reggina. Il prospetto principale, invece, è caratterizzato da tre portali bronzei scolpiti, raggiungibili attraverso una scalinata su cui sono poste le statue di San Paolo e Santo Stefano da Nicea.

Piazza Camagna e Piazza Italia
Proseguendo lungo il Corso Garibaldi si arriva a Piazza Camagna, dedicata all’omonimo giurista e uomo politico reggino, il cui storico atteggiamento forense  è immortalato nella statua bronzea, opera di D. Pellegrino, che troneggia al centro della scalinata monumentale.
Dopo qualche minuto di cammino, si giunge in quella che oggi, come in passato, rappresenta il centro politico-amministrativo della città: Piazza Italia, così definita per la presenza del monumento all’Italia opera di R. Larussa dedicata ai martiri del Risorgimento. Attualmente la Piazza risulta recintata per il rinvenimento di reperti archeologici di diversi periodi storici (greci, romani, angioini).
Sulla piazza si affacciano Palazzo San Giorgio, sede dell’Amministrazione Comunale, il Palazzo della Prefettura e Palazzo Foti, sede della Provincia, il cui interno risulta molto interessante per la presenza di numerosi busti realizzati dall’artista F. Jerace e di sale finemente decorate, come la Sala Rossa dove si trova rappresentata la Fata Morgana del Galante.

Teatro Cilea e Museo Nazionale della Magna Grecia
Proprio accanto Piazza Italia sorge il Teatro Comunale ‘Francesco Cilea’, costruzione che riprende lo schema ottocentesco a ferro di cavallo tipico dei teatri italiani. Al suo interno è possibile accedere al Foyer, dedicato all’esposizione di opere d’arte.
Accanto all’ingresso principale del teatro, si trova la Pinacoteca Civica, inaugurata nel maggio 2008 dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla presenza di personalità di spicco del mondo artistico, politico e del giornalismo estero. L'adeguamento dei locali alle nuove finalità e lo studio di spazi espositivi, raffinati ed innovativi, consentono di ammirare opere esclusive di collezioni private donate alla città da nobili famiglie reggine e da personaggi illustri, custodite per lunghi anni presso il Museo Nazionale, nei palazzi comunali e in altre gallerie. Spiccano tra le innumerevoli tele, due preziose tavole di Antonello da Messina e un maestoso quadro di Mattia Preti.
Numerosi dipinti e sculture di particolare rilevanza completano la collezione consentendo un vero e proprio viaggio immaginario nell’arte pittorica meridionale: dalle opere di Antonello da Messina e Mattia Preti a quelle di Luca Giordano, Lavagna Fieschi, Salfi, Jerace, Rodriguez, Covelli, fino ai grandi artisti reggini Cannizzaro e Benassai.
Nella sezione dedicata al '900 è custodito, inoltre, l’importante quadro di Renato Guttuso ‘Pesca del pescespada’ dedicato ai pescatori di Scilla.
La Pinacoteca è aperta da Martedì a Domenica, dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 19:30. Il costo del biglietto d’ingresso è 4,00 € (intero); 2,00 € (ridotto).
Dopo aver fatto il pieno d’arte e cultura, sul corso Garibaldi è possibile fare una sosta a base di gustosi gelati, rinfrescanti granite e dolci tipici offerti dalle numerose gelaterie e pasticcerie della zona, oppure approfittare dei tanti negozi presenti per acquistare souvenir e dedicarsi ad un tranquillo shopping. Il tour si conclude con la visita al Museo Nazionale della Magna Grecia, sito a circa dieci minuti di cammino dal Cilea.
Esso si articola in varie sezioni contenenti un patrimonio archeologico invidiabile: anfore, terre cotte votive, corredi funebri, lastre fittili, reperti di un grande valore artistico -culturale. Ma ciò che cattura l’attenzione dei visitatori sono: i famosi Bronzi di Riace, due guerrieri greci realizzati con la tecnica a cera persa diretta, la testa del filosofo e la testa in bronzo denominata da Basilea del V sec. a.C.